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"Una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di navigare senza impedimenti oceani e mari." (Carta Atlantica, 14 agosto 1941)
Il rispetto dei diritti umani in Russia
post pubblicato in Focus Europe, il 23 settembre 2009


Mozione per il rispetto dei diritti umani in Russia

(...) Noi siamo convinti che la politica del Governo italiano di buone relazioni con la Russia sia fondamentale. Noi siamo convinti che sia necessario rafforzare i legami tra l’Unione europea e la Russia, e l’Italia può svolgere un ruolo positivo in tal senso. Non contestiamo affatto l’impegno del Presidente Berlusconi di lavorare per intensificare le relazioni russo-americane, e siamo convinti che la nostra storia sia una storia di tradizionale amicizia con il popolo russo: anche nei momenti di tensione, di maggiore difficoltà nei processi di distensione - mi riferisco agli anni Sessanta, agli anni Cinquanta - noi come Paese ci siamo sempre sforzati (allora vi era anche un collateralismo di una parte politica) di tenere il rapporto con il popolo russo.
La Russia è andata avanti in questi anni, ha fatto molti progressi: non è più il Paese che abbiamo conosciuto, che molti di noi hanno conosciuto all’inizio della nostra attività politica, quando da giovani vedevamo un’Unione sovietica che era la negazione delle libertà civili, politiche e culturali. Noi siamo stati figli di una generazione che ha fatto le manifestazioni per gli intellettuali russi rinchiusi nei gulag, e non ci possiamo dimenticare alcun lezioni morali, culturali straordinarie di personalità come Solzenicyn. Oggi questa Russia, per fortuna, non esiste più: vi è un processo nei diritti civili, nelle forme democratiche, ma purtroppo - e qui è il problema - noi constatiamo negli ultimi tempi che questo processo democratico, che tante speranze aveva suscitato nel mondo occidentale e in tutto il pianeta, rischia di avere preoccupanti involuzioni.
L’onorevole Evangelisti ha sottolineato cose che mi trovano d’accordo, perché non dimentichiamo che qui parliamo del caso Khodorkovsky, ma abbiamo diversi e gravissimi episodi di giornalisti uccisi su cui ancora non si è fatta chiarezza; e poiché sono diversi, sono consequenziali questi episodi, sono tutti legati a vicende che rischiano di avere un unico filo conduttore, è ancora più preoccupante la situazione che monitoriamo dall’estero.
In questo contesto si situa la vicenda di Khodorkovsky. Basti pensare che la Yukos (lo voglio dire ai colleghi che probabilmente non hanno approfondito questi dossier), nel momento in cui l’autorità giudiziaria russa è intervenuta, aveva qualcosa come il 2 per cento del prodotto mondiale di petrolio, era una società importantissima, e noi non abbiamo alcuna competenza tecnica e giuridica, alcuna conoscenza delle vicende per definire gli atti di Khodorkovsky come proprietario della Yukos, atti giusti, conformi alla legge, positivi o negativi. Noi non siamo interessati in questa sede alle attività finanziarie, economiche di Khodorkovsky. Può darsi che i rilievi che gli vengono attribuiti siano, dal punto di vista della correttezza, giusti; ma questa vicenda giudiziaria, come il sottosegretario Mantica ha correttamente riportato, si è tinta in modo preoccupante di gravi colori e motivazioni politiche.
Tutti noi sappiamo che Khodorkovsky è stato un finanziatore di quei partiti liberali russi che sono stati completamente emarginati dall’arrivo di Putin nella vicenda politica interna e sappiamo che tutta la vicenda giudiziaria di Khodorkovsky è stata costellata da preoccupanti anomalie, anomalie gravi: nel momento in cui incomincia a decorrere il termine per la possibile scarcerazione, vengono elevate da parte dell’autorità giudiziarie nuove imputazioni a Khodorkovsky; insomma, tutti gli osservatori internazionali stanno con i «fucili puntati», con i «fari accesi» su questa vicenda. (...) Al Senato americano c’è una mozione dell’allora senatore Obama e dell’allora senatore McCain (non due passanti, non due signori insignificanti nella politica americana, ma i due candidati alla Presidenza degli Stati Uniti d’America, compreso naturalmente il Presidente eletto Obama) e maggioranza e opposizione hanno fatto assieme una mozione parlamentare sul caso Khodorkovsky, chiedendo alla Russia il rispetto dei diritti dell’uomo (riguardo al quale, evidentemente, c’era qualcosa di più che una sensazione sul fatto che in questa vicenda fosse stato pesantemente violato).
Il fatto è grave, se è vero che il Cancelliere tedesco Angela Merkel recentemente, incontrando il Presidente russo, in una conferenza stampa anch’essa ha sollevato il problema di Khodorkovsky.
Allora qui non si tratta di indagare sulle vicende giudiziarie di un signore o di un magnate russo: qui si tratta di capire in che misura la politica ha influenzato i destini di questo signore rispetto ad altri signori del petrolio in un Paese, che stiamo accreditando nonostante pagine buie. Onorevoli colleghi, in nome della realpolitik abbiamo messo il silenziatore a vicende come quella della Cecenia: chiedo un sussulto di dignità in un Parlamento di un grande Paese democratico come questo! Credo che il richiamo che nella mia mozione è formulato alle autorità russe sia un richiamo di onestà intellettuale e di serietà politica finalizzato allo stesso interesse della credibilità del Paese della Federazione Russa nell’ambito della comunità degli Stati liberi. (...) Ho qualche dubbio sull’indipendenza e sull’autonomia della magistratura russa comunque non entriamo nel dettaglio, non voglio neanche metterla ulteriormente in difficoltà tenendo una linea che potrebbe vanificare quello che è il mio obiettivo: il mio obiettivo - ve lo dico con chiarezza - è che questa mozione sia approvata all’unanimità, perché un Parlamento che si divide sulla difesa dei diritti civili in un Paese che ha la storia e la tradizione dell’Italia sarebbe un Parlamento non in grado di assolvere le sue responsabilità verso la comunità internazionale.

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permalink | inviato da franzmaria il 23/9/2009 alle 20:50 | Versione per la stampa
Guerra in Europa - Continua l'inutile strage. Fermare Mosca, cessare il fuoco
post pubblicato in Focus Europe, il 11 agosto 2008


ultimo aggiornamento: ore 18

L'immagine è tratta dal sito del Corriere

La cartina di Le Monde
Le date chiave del conflitto
Lo speciale del Guardian
Lo speciale dell'Osservatorio Caucaso

Franco Frattini, ministro degli esteri italiano:(...) «La Russia vorrebbe che la risoluzione Onu dicesse con chiarezza che è stata la Georgia a violare le regole internazionali per prima. C’è una trattativa in corso, per trovare una formulazione adeguata, una soluzione potrebbe essere alle viste. Ho appena sentito Condoleezza Rice, non è ottimista. Ha chiesto all’Italia di adoperarsi per una mediazione. Cosa che naturalmente stiamo facendo».(...)
"Italia valore aggiunto", secondo il ministro (il Foglio)

Barbara Spinelli sulla Stampa: "Ora ci si indigna tutti sorpresi, ma quel che succede è una logica conseguenza di queste resuscitate idee defunte. E non voler vedere serve a poco, perché il non-visto esiste pur sempre e non eclissa colpe, omissioni, follie che sono di tutti. Non eclissa innanzitutto le colpe del Presidente georgiano, al potere dopo la Rivoluzione delle Rose del 2003. Il regista Otar Iosseliani, intervistato da La Repubblica, lo chiama «un folle, nel senso letterale del termine» (...) Non meno folle è Putin, «anche se molto più intelligente»: non vuol rassegnarsi alla perdita dell’Urss, non ha mai accettato la sovranità della Georgia. Sono anni che eccita Abkhazia e Ossezia del Sud, ai confini georgiani, russificandole. Quasi tutti gli osseti del Sud hanno ottenuto in questi anni passaporti da Mosca e da Mosca sono tutelati. (...) Infine c’è l’irresponsabilità, vasta, dell’Europa. Sono anni che alle sue periferie si guerreggia, e ancora non ha preso forma un pensiero forte, convincente per Mosca e le nazioni che per secoli erano nella sfera d’influenza russa. Fra l’offerta d’adesione e l’indifferenza c’è il nulla, e il continuo tergiversare facilita ogni sorta di provocazioni. Non solo: l’adesione è offerta sbadatamente, dimenticando le radici ideali dell’Unione. Si appoggia la sovranità georgiana, ma senza spiegare che la sovranità in Europa non è più assoluta. (...) Al posto di guida, intanto, c’è la forza di Putin: forza militare, forza di ricatto energetico, forza di chi scruta il nostro vuoto e non è portato a far altro che profittarne.

L'editoriale del Corriere della Sera: "Fosse servita una conferma è arrivata dall’Ossezia. Con un vicino, la Russia di Vladimir Putin, così determinato a perseguire i suoi obiettivi neo-imperiali l’Europa deve darsi coraggio e recuperare la propria forza politica. E sicuramente quelli che abbiamo davanti sono sei mesi estremamente importanti per il Vecchio Continente. Bisognerà aspettare gennaio prima che si insedi alla Casa Bianca il nuovo presidente ma l’operato di George W. è giudicato talmente fallimentare che, chiunque vinca tra Barack Obama e James McCain, il dopo Bush si annuncia sin d’ora sotto il segno della discontinuità. A quel punto, però, che Europa si troverà davanti il nuovo presidente? E di conseguenza che sforzo di elaborazione e proposta saprà fare in questo lasso di tempo la Ue per presentarsi all’appuntamento con il giusto appeal? Il rischio che stiamo correndo è di rassegnarci all’egemonia del pensiero debole. Come europei siamo impauriti dalle nuove condizioni della competizione internazionale. (...) Eppure abbiamo un’altra chance. L’ambizione. In un mondo che non riesce a trovare il bandolo della matassa, in cui tutti cercano di comporre le contraddizioni ma nessuno ci riesce (il nuovo fallimento dei Doha Round lo testimonia), la Ue un pregio inestimabile ce l’ha: è essa stessa un modello riuscito di governance, un esperimento di integrazione economica e politica, unico nell’Occidente. "

La storia di Saakashvili
Dall'Osservatorio Caucaso un'interessante analisi della democrazia georgiana (settembre 2007)
Il Caucaso secondo Bruxelles (Osservatorio Caucaso, luglio 2008)

Occidente troppo fiacco, secondo Richard Perle
Piero Fassino: "Pacificare tutto il Caucaso"
Un disastro che annulla 15 anni di negoziati
Mosca imperialista

Le prime ricadute sul mercato petrolifero
La difficile posizione della Turchia

La giornata di oggi
dal sito di Repubblica lo svolgersi del conflitto 

(di seguito vengono riportati alcuni degli aggiornamenti delle ultime ore)

17:37  Mosca annuncia ripercussioni in rapporti con Polonia
La Russia annuncia ripercussioni nelle relazioni bilaterali con quei paesi che hanno prodotto dichiarazioni "ciniche, poco chiare e intempestive". Su tutti, Polonia e paesi baltici. "La posizione tenuta da alcuni membri della comunità internazionale nell'evoluzione della situazione nell'Ossezia del sud mette a repentaglio la qualità dei rapporti bilaterali con la Russia, mettendo in discussione perfino gli appuntamenti a livello più alto", ha detto uno dei portavoce del ministero degli Esteri russo, Boris Malakhov. "Le dichiarazioni di alcuni stati, tra cui i baltici e la Polonia, sono state ciniche, poco chiare e intempestive", ha precisato.
17:35  Ministri di Tbilisi intervengono domani davanti a Consiglio Nato
Il ministro degli Esteri georgiano Eka Tkeshelashvili e la collega agli Interni Eka Zguladze, saranno domani al quartier generale della Nato a Bruxelles. Le due esponenti del governi di Tbilisi incontreranno il segretario generale dell'Alleanza Jaap de Hoop Scheffer e poi parleranno di fronte al Consiglio Atlantico che si riunisce in mattinata a livello di ambasciatori. Lo rende noto un comunicato diffuso a Bruxelles dalla Nato.
17:32  Nunzio apostolico: "Può scoppiare intero continente"
"C'è bisogno di una pace stabile, perché si tratta di una cerniera che potrebbe far scoppiare un intero continente". Lo ha detto, riferendosi alla crisi in Ossezia del Sud, il nunzio apostolico in Georgia, monsignor Claudio Gugerotti.
17:14  Inviato Usa per il Caucaso in viaggio verso l'Europa
L'inviato americano per il Caucaso Matthew Bryza ha lasciato gli Stati Uniti per una missione di mediazione con l'Unione Europea volta a mettere fine ai combattimenti in corso nella regione separatista georgiana dell'Ossezia del Sud. Lo ha riferito il portavoce del Dipartimento di Stato Usa Robert Wood.
16:57  Gordon Brown: "Mosca non ha giustificazioni per continuare"
"La Russia non ha giustificazioni per continuare la sua azione militare in Georgia": lo ha detto il primo ministro britannico Gordon Brown, per il quale l'attacco "minaccia la stabilità dell'intera regione".
15:30  Saakashvili e Kouchner evacuati d'urgenza da Gori
Il presidente della Georgia Mikhail Saakashvili e il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner sono stati evacuati d'urgenza da Gori a causa della presenza 'sospetta' di un elicottero che sorvolava la città. A denunciare l'accaduto è stato lo stesso Saakashvili, che si era recato a Gori per mostrare al capo della diplomazia francese, in missione per conto dell'Ue, i danni provocati dai bombardamenti russi.
15:28  Mosca accusa: "Ancora bombe georgiane su Tskhinvali"
Il ministero della Difesa russo ha confermato la ripresa dei bombardamenti georgiani in Ossezia del Sud, in particolare nella capitale Tskhinvali e in altri villaggi. Lo riferisce l'agenzia russa Interfax.
15:25  Medvedev: "Russia porterà avanti operazioni militari fino alla fine"
La Russia porterà "fino alla fine" le operazioni militari in Georgia. Lo ha detto il presidente russo, Dmitri Medvedev, incontrando alla Duma i capi delle forze politiche. "Non v'è dubbio che l'operazione sarà condotta sino alla usa logica fine", cioè, secondo Mosca, forzare i georgiani alla pace. Medvedev, ha chiesto, in un incontro con il presidente finlandese, Tarja Halonen, che l'Osce compia una missione umanitaria nell'Ossezia del sud.
15:23  Ministri del G7 esortano la Russia ad accettare cessate il fuoco
I ministri degli Esteri dei Paesi del G7 hanno raggiunto l'accordo per esortare la Russia ad accettare il cessate il fuoco immediato chiesto dalla Georgia per quanto riguarda il conflitto in Ossezia del Sud. Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato americano
14:31  Bilancio russo: uccisi 1.600 civili
E' di 1.600 civili uccisi, 15 soldati russi morti e 70 feriti il bilancio della guerra nel sud dell'Ossezia. Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo.
14:24  Medvedev: "Nel Caucaso non saremo osservatori passivi"
La Russia non sarà mai "un osservatore passivo" della situazione nel Caucaso. Lo ha detto oggi il presidente russo Dmitri Medvedev.
14:23  La Georgia taglia forniture gas russo all'Armenia
La Georgia ha drasticamente ridotto il volume di gas russo trasportato in Armenia attraverso il gasdotto che passa in territorio georgiano. Lo ha annunciato un portavoce della società energetica di stato armena.
14:09  Medvedev dice sì a missione Osce
Il presidente russo Dmitri Medvedev si è detto favorevole, in un colloquio con il ministro degli Esteri finlandese, a una presenza di esponenti dell'Osce in Ossezia del sud. Lo riferisce l'agenzia Interfax. Medvedev ha anche mutuato la frase del premier Vladimir Putin sul fatto che l'azione russa "sarà portata alla sua logica conclusione".
13:58  Ripresi bombardamenti georgiani sull'Ossezia del sud
Le forze georgiane hanno ripreso intensi bombardamenti nell'Ossezia del sud, secondo fonti ossete citate dall'agenzia russa Interfax. Secondo un'altra agenzia, la Rosbalt, sono in corso anche duelli aerei.
12:45  La Russia repinge cessate il fuoco: "Georgia combatte ancora"
Un portavoce del Cremlino ha affermato che la Russia respinge il cessate il fuoco sottoscritto unilateralmente dalla Georgia in quanto le forze armate di Tbilisi continuano a combattere.
12:40  La Nato contro Mosca: "In Georgia uso eccessivo della forza"
La Nato denuncia l'uso eccessivo della forza da parte della Russia e la violazione dell'integrità territoriale della Georgia. Il segretario generale dell'Alleanza Atlantica, Jaap de Hoop Scheffer, "è preoccupato per l'uso sproporzionato della forza - ha detto la sua portavoce, Carmen Romero - e per la mancanza di rispetto dell'integrità territoriale della Georgia".
12:27  Domani Sarkozy prima a Mosca e poi a Tbilisi
Il presidente francese Nicolas Sarkozy si recherà in missione di mediazione a Mosca domani, e nello stesso giorno raggiungerà poi Tbilisi: lo ha annunciato in tele-conferenza stampa il presidente georgiano Mikhail Saakashvili, reduce da un colloquio con Bernard Kouchner, ministro degli Esteri di Parigi. Sarkozy è anche presidente semestrale di turno dell'Unione Europea.
12:25 
Russia ribadisce condizioni per cessate il fuoco: "Ritiro totale"
Dopo la firma di una tregua unilaterale da parte georgiana, la Russia ribadisce che le "condizioni per il cessate il fuoco restano invariate", ovvero la Georgia deve effettuare il "totale ritiro" delle proprie truppe e deve firmare un accordo di non belligeranza con l'Ossezia del sud.

11:54  Saakashvili firma documento per il cessate il fuoco
Il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha firmato un documento per il cessate il fuoco alla presenza del ministro degli esteri francese Bernard Kouchner e del finlandese Aleksader Stubb, presidente dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in europa (Osce) in missione negoziale a Tbilisi. E' stato lo stesso leader georgiano a riferirlo.

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