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"Una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di navigare senza impedimenti oceani e mari." (Carta Atlantica, 14 agosto 1941)
Dichiarazione del Presidente Napolitano sulla manovra economica
post pubblicato in Comunità, il 5 settembre 2011


Comunicato

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha rilasciato la seguente dichiarazione: 
"Nessuno può sottovalutare il segnale allarmante rappresentato dall'odierna impennata del differenziale tra le quotazioni dei titoli del debito pubblico italiano e quelli tedeschi. E' un segnale di persistente difficoltà a recuperare fiducia come è indispensabile e urgente. Si è ancora in tempo per introdurre in Senato nella legge di conversione del decreto del 13 agosto misure capaci di rafforzarne l'efficacia e la credibilità. Faccio appello a tutte le parti politiche perché sforzi rivolti a questo fine non vengano bloccati da incomprensioni e da pregiudiziali insostenibili"

Roma, 5 settembre 2011

http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=12202

Giorno dell'Unità nazionale e Festa delle Forze Armate
post pubblicato in Comunità, il 4 novembre 2008


Dal Sito del Quirinale

Il Presidente Napolitano in occasione del 90° Anniversario di Vittorio Veneto: "E' una celebrazione che vediamo come occasione di rinnovato omaggio alla memoria dei seicentomila italiani che caddero; verso di essi la nazione italiana ha un debito inestinguibile che dobbiamo continuare a onorare".
 
"E' una celebrazione che vediamo innanzitutto come occasione di rinnovato omaggio alla memoria dei seicentomila italiani che caddero, bruciati in quella spaventosa fornace bellica: verso di essi la nazione italiana ha un debito inestinguibile, che dobbiamo continuare, sempre, a onorare". E' quanto affermato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento per le celebrazioni del 90° Anniversario di Vittorio Veneto.
"Nello stesso tempo - ha proseguito il Capo dello Stato - forte è in noi il senso dell'occasione da cogliere per riflettere ancora sulla prova che diedero di sé, in condizioni così dure, il nostro paese e il nostro popolo, su come ne uscirono cambiati, su quali effetti e sviluppi positivi si sarebbe potuto contare nel futuro, al di là delle convulse vicende che seguirono e che segnarono per oltre un ventennio la società italiana".
"Abbiamo bisogno - ha aggiunto il Presidente Napolitano - del massimo di coesione nel riconoscerci in un patrimonio comune di storia e di valori e nell'operare unendo le nostre forze, per poter dare un valido contributo alla costruzione europea e far valere il nostro ruolo. Non c'è avvenire per il nostro paese senza tener ferma e far vivere l'unità nazionale, in seno alla nuova Europa di cui siamo parte integrante".

Messaggio del Presidente Napolitano in occasione del 4 novembre, Giorno dell'Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate

    "Novant’anni or sono aveva termine la Grande Guerra. Il Tricolore che quei giorni, per la prima volta, sventolava su Trento e su Trieste era il segno inequivocabile che l’unificazione d’Italia si era finalmente compiuta.
    Oggi, prima presso l’Altare della Patria e poi a Redipuglia, renderò omaggio, a nome di tutti gli italiani, a quanti sono caduti per la libertà, per l’edificazione di uno stato democratico, per costruire un futuro di pace.
    Celebrerò poi, a Vittorio Veneto, la giornata dell’Unità Nazionale ed il novantesimo anniversario della Vittoria, ricordando la Medaglia d’Oro al Valor Militare concessa alla memoria del Milite Ignoto. Essa testimonia la perenne riconoscenza dell’Italia per i seicentomila soldati che hanno perso la vita nel primo conflitto mondiale e simboleggia l’apprezzamento e il rispetto per tutti coloro che hanno combattuto e combattono a difesa dei nobili valori che il nostro paese promuove nel mondo.
    Gli eredi dei giovani combattenti di novant’anni fa sono oggi impegnati ben oltre i limiti del territorio nazionale e con compiti molto diversi da quelli a suo tempo assegnati ai loro predecessori.
    I soldati, i marinai, gli avieri, i carabinieri, i finanzieri che operano nei Balcani, in Libano, in Iraq, in Afghanistan ed in tante altre travagliate regioni non sono l’espressione di una nazione in guerra, ma costituiscono l’avanguardia di un paese fortemente impegnato, con tutte le proprie risorse, per lo sviluppo sociale ed economico globale e per la cooperazione pacifica tra i popoli.
    Lo strumento militare non è più chiamato a presidiare in armi confini e trincee contro genti considerate nemiche provenienti da un mondo visto come straniero ed ostile. Al contrario, esso oggi costituisce componente primaria di un’azione complessa e costante che l’Italia, membro fondatore dell'Unione europea, conduce in seno alla Comunità internazionale, intervenendo sulle cause generatrici dei conflitti, attraverso la prevenzione, il controllo e la stabilizzazione delle crisi che mettono in pericolo la sicurezza ed attentano ai diritti primari dell’uomo. Questo è il nuovo compito delle Forze Armate Italiane nel XXI secolo. E' importante ribadirlo nella giornata ad esse dedicata. Nella medesima prospettiva, l’unità d’Italia, che oggi celebriamo insieme alle Forze Armate che ne furono artefici, non rappresenta più l’affermazione di un’identità nazionale in contrapposizione ad altre. Essa va invece intesa quale capacità del Paese di esprimersi, attraverso i valori, le idee e le azioni che gli sono propri, come parte integrante dell’Europa unita e soggetto collettivo unitario operante, al fianco di altri Paesi ed insieme ad essi, per obiettivi ed interessi sempre nel contesto di crescente interdipendenza in cui tutti viviamo e lavoriamo.
    In nome di diverse ragioni, dunque, ma con lo stesso affetto di novant’anni fa, l’Italia è oggi particolarmente vicina e profondamente grata a tutti i suoi militari, siano essi impegnati sul territorio nazionale o in regioni remote.
    Ed è con questi sentimenti che, quale rappresentante dell’Unità Nazionale e Capo delle Forze Armate, porgo a tutti i militari italiani in servizio ed in congedo il mio saluto.
    Viva le Forze Armate!
    Viva l’Italia!".

    Roma, 3 novembre 2008




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