.
Annunci online

"Una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di navigare senza impedimenti oceani e mari." (Carta Atlantica, 14 agosto 1941)
Sinistra per Israele sulla vicenda della Freedom Flottilla - RASSEGNA STAMPA
post pubblicato in Focus Medio Oriente, il 1 giugno 2010


In queste ore di grande tensione internazionale, segnalo il comunicato di Sinistra per Israele, che abbiamo elaborato in queste ore in relazione alla tragica operazione israeliana contro la Freedom Flottilla.

Come nostro stile, abbiamo tentato di dire una parola puntuale e al tempo stesso più di riflessione che emotiva, anche se è netta la condanna dell'azione israeliana in quanto sicuramente sproporzionata rispetto al fine di fermare un gruppo di navi, obiettivo che poteva essere raggiunto con altri metodi. Troppi i morti e inaccettabile l'esito per una operazione che poteva essere gestita in maniera diversa. 

Detto ciò, è necessario non perdere la calma e non seguire la retorica violenta che a tratti sta imperversando, sul web e non solo. 

Come sempre in politica internazionale, inoltre, è necessario avere presente tutto il contesto: basti qui citare il ruolo ambiguo che la Turchia sta avendo, ruolo che si sta ridisegnando in un'ottica sempre più aperta al mondo islamico e sempre meno attenta alle ragioni dell'Occidente. 

Per tentare di fornire materiale per comprendere di più le dinamiche e gli attori in gioco, segnalo vari link per una breve rassegna stampa su quanto accaduto e alcuni documenti tratti dal sito dell'ambasciata israeliana.

Ciao

FranzMaria Mariotti

***

IL COMUNICATO DI SINISTRA PER ISRAELE

A poche ore dal drammatico intervento della Marina Israeliana contro la flotta dei pacifisti che hanno tentato di forzare il blocco navale a Gaza, sviluppare un ragionamento a partire dai fatti è difficile ma necessario. 

Prima di ogni altro ragionamento però noi esprimiamo il nostro cordoglio per le vittime della nave Marmara. SpI nasce per ribadire che solo la formula due popoli due stati potrà interrompere la tragedia continua della perdita di vite umane in medioriente.

Una cosa è certa: anche chi come noi non transige sulla sicurezza di Israele, non può esimersi dal considerare la risposta del governo israeliano – al di là dell'eventuale legittimità o meno – come inaccettabile dal punto di vista del costo in vite umane. La Marina Israeliana, che prima dell'azione ha esplicitamente invitato le navi della flottiglia umanitaria a dirottare su un altro porto, ha infatti messo in atto un attacco che appare da diversi punti di vista sproporzionato rispetto alla manovra di rottura dell'embargo; questo anche laddove si accertino le volontà offensive di singoli esponenti del gruppo di pacifisti. Parte dei quali non hanno certo le carte in regola per definirsi "operatori di pace".

Anche se chi forza un blocco militare sa che non può non esserci una reazione, sicuramente il previsto arrivo delle navi con gli aiuti poteva essere gestito dalla leadership israeliana in carica con un approccio diverso che impedisse – o per lo meno limitasse al minimo – un eventuale conflitto.

L'attuale governo israeliano mostra – in questa azione – il deficit di politica che lo sta accompagnando fin dalla sua nascita. E’ necessario che al più presto riprendano i colloqui di pace fra Israele e l'unica legittima Autorità Nazionale Palestinese, emarginando Hamas e altre frange terroristiche, che in questo frangente stanno tentando di riprendere peso nella scena internazionale. Dobbiamo infatti ricordare che causa del duro embargo contro Gaza è anche la scelta terroristica di chi governa quel territorio, scelta che non è mai stata rinnegata.

Per il bene della democrazia israeliana che sappiamo capace di autocorreggersi e dare segni di maturità anche in momenti di gravissima tensione, anche quando è in gioco la sua sopravvivenza,e per tenere accesa la flebile speranza di una pace giusta in medioriente ci auguriamo che venga al più presto stabilita la corretta dinamica dei fatti, e si accertino le responsabilità: Israele si apra alla collaborazione delle autorità internazionali e dell'Unione Europea e avvii una propria inchiesta indipendente. In questo senso è bene anche che venga rapidamente chiarito lo status di tutti gli attivisti fermati.

In ultimo, auspichiamo che altrettanta responsabilità venga da ogni parte coinvolta nella vicenda: è infatti inquietante che le manifestazioni di ieri siano state guidate verso i quartieri a forte presenza ebraica e le sinagoghe di alcune città ; la critica – legittima – contro la politica del governo di Israele non deve mai rischiare di confondersi con forme di antisemitismo; manifestare di fronte ad una sinagoga per i morti a bordo della nave turca significa scegliere come obbiettivo della propria protesta gli ebrei e non il governo d'israele, il che è pericoloso e inaccettabile.

Vogliamo sperare che tutti coloro che lavorano per la pace siano consapevoli di questo rischio gravissimo e faranno di tutto per evitarlo. 

SpI continuerà a lavorare perchè in medioriente si possa giungere ad una giusta conciliazione fra il diritto di Israele a esistere sicuro e il diritto del popolo palestinese ad una propria patria.

Furio Colombo, presidente nazionale di Sinistra per Israele
Emanuele Fiano, segretario nazionale di Sinistra per Israele
Fabio Nicolucci, coord. Sinistra per Israele di Roma
Giorgio Albertini, coord. Sinistra per Israele di Milano
Silvia Cuttin, coord. Sinistra per Israele di Bologna
Ilda Sangalli Miller, coord. Sinistra per Israele di Trento

***
RASSEGNA STAMPA







La versione ufficiale di Israele (dal sito dell'ambasciata)

Sfoglia marzo        luglio
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv