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"Una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di navigare senza impedimenti oceani e mari." (Carta Atlantica, 14 agosto 1941)
Cina - USA
post pubblicato in Focus Oriente, il 20 gennaio 2011


Usa e Cina: scacchi o dama?
 
(...) Quel che cambia è la filosofia, come spiega a 2+2 Mario Deaglio, docente di Economia internazionale all'Università di Torino appassionato di cultura cinese: "Negli scacchi i pezzi vengono mangiati (uccisi) finché attaccando non si arriva al Re, che viene fatto prigioniero. Viene salvato solo il nucleo di potere eliminando tutto il resto: così si sono combattute le guerre in Occidente. Invece la logica del go – precisa Deaglio continuando la metafora – è che non si distrugge nulla: il nemico non viene attaccato (non viene ucciso) ma si cerca di impedirgli le mosse. E si dichiara sconfitto quando resta bloccato. In maniera elementare, così la Cina ha preso possesso di Hong Kong togliendo la città-stato al dominio inglese". L'economista pensa che Pechino stia ripetendo lo stesso gioco su ampia scala "incrociando fattori diplomatici, economici e militari, in apparenza di piccola entità, che messi assieme legano le mani al gigante americano". In economia la strategia diventa chiara se si guarda al finanziamento del debito americano, di cui Pechino è il maggiore detentore con con 2mila miliardi di dollari di riserve in valuta estera. Prestito che, per volere dei cinesi, viene rinegoziato ogni sei mesi, durante i quali si possono aggiungere nuove condizioni utili a tessere la tela oppure a modificare la strategia precedente, senza distruggerne l'impianto (il go insegna). Eppure Washington preme perché Pechino apprezzi velocemente la valuta locale, lo yuan. Cosa che sta invece avvenendo a singhiozzo e lentamente perché il colosso asiatico non ha fretta (il go colpisce ancora). Il governo ragiona su base quinquennale: "Non è importante vincere subito - nota Deaglio – l'orizzonte cinese è spostato in avanti di 15-20 anni, quando la popolazione comincerà a invecchiare più rapidamente e i cinesi dovranno aver fissato regole che consentano loro di vivere bene al centro del sistema internazionale". In armonia, come vuole la teoria confuciana tornata di moda.(...)

 
 
 
 
 
 



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permalink | inviato da franzmaria il 20/1/2011 alle 20:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
AmeriCina, appuntamento a novembre
post pubblicato in Focus Oriente, il 12 luglio 2010



La Cina si sta già preparando a pieno regime e l’America senza dubbio sta facendo altrettanto. Infatti nell’agenda politica globale non c’è appuntamento da qui alla fine di novembre più importante.In quel periodo il presidente cinese Hu Jintao comincerà la sua visita in Usa che dovrebbe dare nuovo impulso alle relazioni bilaterali tra le due maggiori potenze attuali America e Cina, comunque si voglia chiamare questo rapporto, G2 o «AmeriCina». Eppure, da qui a novembre, perché la visita sia davvero un successo, i due Paesi dovranno sormontare una serie di problemi complessi. Oggi il rapporto è ostaggio di contorte questioni strategico militari.

Il dialogo bilaterale è bloccato perché Washington vorrebbe parlare senza cambiare nulla; Pechino invece vuole che prima l’America risolva la questione della vendita delle armi a Taiwan e le missioni Usa di sorveglianza/spionaggio intorno alla Cina. (...)

Se Taiwan, abitata da gente di etnia Han, come la maggioranza della Cina, diventa formalmente indipendente, perché dovrebbero rimanere cinesi il Xinjiang o il Tibet, abitati da etnie non Han? Ma se Xinjiang e Tibet diventano indipendenti, Pechino perde metà del suo territorio nazionale. In altre parole, la vendita di armi americane a Taiwan gioca all’interno della politica cinese e taiwanese a favore di forze che vogliono allontanare le parti. D’altro canto l’America è obbligata alla vendita per una legge del congresso. E comunque, se smettesse di vendere armi ciò potrebbe essere visto dall’opinione pubblica Usa come se una timida America consegnasse l’agnello taiwanese al lupo cinese. In passato la vicenda era secondaria, ora è diventata più urgente perché Pechino sta registrando molti passi avanti bilaterali e quindi vorrebbe e assicurare i suoi successi chiudendo il problema delle armi. Inoltre ci sono le missioni di sorveglianza americane sulla Cina. Navi e aerei Usa ne compiono circa un migliaio con vari scopi: rilevazioni di fondali o accertamento delle capacità militar tecnologiche cinesi. 

In queste occasioni ci sono stati degli incidenti, nel 2001 o l’anno scorso, cose che potrebbero sempre accendere conflitti più importanti. Gli Usa vorrebbero stabilire quindi un codice di condotta per le missioni. La Cina si oppone perché un codice di condotta stabilirebbe un rapporto con gli Usa di avversario, da guerra fredda. Poi ciò varrebbe solo per gli Usa, Pechino non è in grado di compiere simili azioni intorno al territorio americano. Infine c’è il problema della vendita di tecnologia duale americana alla Cina, cosa che servirebbe spesso, come col nucleare, anche a ridurre le crescenti emissioni di carbone di Pechino. Qui Washington ha fatto delle concessioni, ma sono minime secondo la Cina che vorrebbe molto di più.

L’America diede e fece dare molte tecnologie a Pechino fino al 1989, ma dopo i fatti di Tiananmen impose un embargo che dura fino ad oggi. Ci vorrebbe un grande patto politico bilaterale per togliere l’embargo, ma a oggi tale patto è complicato anche dal fatto che molti vicini, dal Giappone all’India, si sentono schiacciati dalla crescita cinese. Essi temono che uno spostamento americano verso Pechino possa cambiare definitivamente equilibri politici ed economici in Asia e quindi nel mondo.(...)

La nuova «AmeriCina» mette però in un cono d’ombra l’Europa. Ciò tanto più che l’Usa-Cina deve comprendere i nuovi equilibri dell’Asia Pacifico. Così, anche sul nostro benessere grava un punto di domanda: visto che la visione militare in questo caso viene prima di quella industriale, anche l’economia dell’Europa potrebbe subirne conseguenze. Ciò probabilmente non domani, ma già il dopodomani è in forse.

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permalink | inviato da franzmaria il 12/7/2010 alle 22:21 | Versione per la stampa
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