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"Una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di navigare senza impedimenti oceani e mari." (Carta Atlantica, 14 agosto 1941)
L'eliminazione dei più deboli in democrazia...
post pubblicato in Comunità, il 26 ottobre 2009


Il futuro che ci aspetta: la "selezione" per il vaccino antiinfluenza in USA (no ad handicappati e anziani); pratiche orribili che speravamo rimosse totalmente dal nostro scenario?

NO, certo è una esagerazione: altro è una scelta tragicamente necessaria in una specie di "guerra" (è esagerato il clima, forse?), altro è una politica deliberatamente criminale e razzista di un regime totalitario, come era il contesto delle pratiche naziste...

Ma il fatto preoccupa - e deve preoccupare - comunque, e non può essere sottovalutato il segnale mortifero...

Forse è inevitabile, in una società di massa...
Forse è inevitabile, perché i grandi numeri e le grandi comunità non permettono altro, in un calcolo duro sui costi e benefici.

Ma c'è un limite che il cuore e non l'intelletto, la Ragione - e non "le ragioni" - chiedono di rispettare: ci stiamo avvicinando a un punto di non ritorno? Possiamo arrivare a pensare che la Persona valga meno del "bilancio"?

Ma d'altro canto senza conteggi e senza bilanci - inutile che ci giriamo attorno - non riusciamo a suddividere, programmare, vivere. Sfamarci tutti l'un l'altro in una determinata comunità, in ultimo. (e' possibile sfamarci l'un l'atro nel mondo intero?)

(E' forse analogo il "male necessario" della regolamentazione dell'immigrazione, visto sotto altri aspetti)

Ma allora: possiamo pensare di "con-dividere" invece che solamente "dividere"?
Possiamo fermare la carneficina sotterranea che ci impone ritmi sempre più spersonalizzanti e disumani?

Possiamo crescere economicamente - non certo decrescere! altrimenti veramente non avremmo più soldi né medicine per nessuna malattia! - imponendo (o almeno combattendo per) uno standard più alto anche per i lavoratori cinesi e indiani (è un altro discorso? no, non è un altro discorso...), altrimenti il futuro sarà l'estremo ribasso del costo del lavoro, ovvero la schiavitù per tutti?

Volendo vederla sotto un'altra ottica: non a caso, Dio punì Davide per aver fatto il censimento del suo popolo (2 Samuele 24), perché questo è il primo passo con cui il Sovrano - anche il più santo- si trasforma in un Nuovo Faraone.

Allora forse è tutta da ripensare - anche in Italia - la dimensione statuale, la dimensione in cui la Persona trova garantiti giuridicamente i diritti di libertà che le consentono la ricerca della felicità e della realizzazione delle proprie potenzialità.

La crisi fiscale dello Stato-nazione è irreversibile; e anche per gli States, per quanto "Stato di Stati" molto particolare nella sua conformazione, la partita della Sanità e della Salute è una partita di Regno e Feudi, fra Stato Federale e Stati nazionali.

Una partita di pesi e contrappesi in cui nessun Sovrano dovrebbe diventare Faraone.
Nessun Sovrano dovrebbe "contare" (né "controllare") i propri cittadini (o sudditi?)...

Volendo vederla ancora in altro modo: forse non dovremmo avere paura di questa pandemia. Forse stiamo dando eccesivo peso a un fenomeno che si può controllare senza arrivare a livelli di panico generalizzato. Forse è da ripensare al "come" l'informazione pubblica e giornalistica in genere viene gestita in questi casi.

Volendo vederla in un ultimo modo: Forse dobbiamo cambiare noi, per sconfiggere alla radice la paura che mina la nostra società, il terrore che con durezza - anche involontariamente - viene alimentato...

"25 Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? 26 Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? 27 E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? 28 E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. 29 Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. 30 Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? 31 Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? 32 Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. 33 Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. 34 Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena." (Mt 6,25-34)

In questa ultima interpretazione è forse impossibile sostare; ma è necessario passarci...

Ciao

Francesco Maria Mariotti
http://mondiepolitiche.ilcannocchiale.it/



permalink | inviato da franzmaria il 26/10/2009 alle 19:57 | Versione per la stampa
E' morto Gino Giugni
post pubblicato in Persone, il 5 ottobre 2009


E' morto Gino Giugni, padre dello Statuto dei lavoratori

Roma, 5 ott. (Apcom) - E' morto Gino Giugni. Nato a Genova il 1 agosto 1927 era considerato il padre dello Statuto dei lavoratori. Giurista, nel 1969 diviene presidente della Commissione Nazionale per lo Statuto dei Lavoratori, che ebbe l'incarico di scrivere il testo che è una delle norme principali del diritto del lavoro italiano. Si è laureato in Giurisprudenza, ed è divenuto, poi, avvocato. In seguito ha intrapreso la carriera universitaria insegnando presso diverse cattedre a Nanterre, Parigi, Los Angeles, Buenos Aires. Nel maggio del 1983 è vittima di un attentato delle Brigate Rosse. Giugni, come in seguito Massimo D'Antona e Marco Biagi, è stato "anello di congiunzione" tra le istituzioni e il mondo economico. Sempre nel 1983 viene eletto senatore nelle liste del Partito Socialista Italiano. Ricopre il ruolo di presidente della Commissione per il lavoro e la sicurezza sociale, e diviene membro della Commissione Parlamentare Inquirente sulla Loggia Massonica P2. Nel 1987 viene rieletto senatore, ed è riconfermato presidente della Commissione per il lavoro e la sicurezza sociale e diviene membro della Commissione Parlamentare per le Riforme Istituzionali. Dal 1993 al novembre 1994 Giugni è presidente nazionale del Psi e dall'aprile del 1993 al maggio 1994 ricopre la carica di ministro del Lavoro e della sicurezza sociale del governo Ciampi. Nel `94 viene eletto deputato del Partito Socialista e diviene membro della Commissione per l`impiego pubblico e privato. Dal novembre 1994 è presidente del gruppo dei Socialisti Italiani. Viene nominato presidente della Commissione di vigilanza sul diritto allo sciopero.

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permalink | inviato da franzmaria il 5/10/2009 alle 11:14 | Versione per la stampa
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