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"Una simile pace dovrebbe permettere a tutti gli uomini di navigare senza impedimenti oceani e mari." (Carta Atlantica, 14 agosto 1941)
La politica dimentica l'economia
post pubblicato in Focus Europe, il 17 agosto 2010



"(...) Ai politici che in questi giorni così abbondantemente si esprimono deve quindi essere consentito di rivolgere una sommessa preghiera: tengano presente che quando parlano non hanno di fronte solo il pubblico, spesso non troppo numeroso, dei loro sostenitori politici, o i giornalisti desiderosi di riempire spazi che le festività rendono vuoti. Ad ascoltarli, a pesare le loro parole più di quanto essi stessi si rendano conto, c’è tutta la finanza mondiale. Che deciderà se sottoscrivere i nostri titoli di debito anche sulla base delle loro parole e dei loro programmi."

Conflitti, unità e "patriottismo costituzionale"
post pubblicato in Comunità, il 17 agosto 2010


Oggi è morto l'ex Presidente Cossiga; è il giorno del cordoglio e dell'unità intorno alla Costituzione e alle Istituzioni. Verrà poi il momento delle riflessioni storiche e politiche, inevitabilmente conflittuali, come è bene che sia in una democrazia sana. 


L'auspicio è che l'Italia riprenda, anche attraverso questo momento di lutto, il cammino di un rinnovamento della coesione nazionale e di un più forte "patriottismo costituzionale". 


Francesco Maria Mariotti


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permalink | inviato da franzmaria il 17/8/2010 alle 17:7 | Versione per la stampa
Wikileaks, quando la "trasparenza" non è verità (e fa danno...)
post pubblicato in Comunità, il 11 agosto 2010


"Non solo il Pentagono, ma anche associazioni e organizzazioni umanitarie non governative, tra cui Amnesty International, chiedono al sito Wikileaks di cancellare i nomi contenuti nei documenti sulla guerra in Afghanistan resi pubblici tre settimane fa. Le Ong hanno inviato una lettera ufficiale al fondatore del sito, Julian Assange: «Abbiamo avuto modo di osservare le conseguenze negative, a volte letali (di questa scelta)» hanno spiegato, sottolineando che gli afgani di cui è stato rivelato il nome sono stati identificati dai talebani come collaborazionisti o comunque simpatizzanti delle forze internazionali. 
Oltre ad Amnesty, il gruppo di Ong comprende la Civic (campaign for Innocent Victims in Conflicts), l’ufficio di Kabul dell’ International Crisis Group (ICG), la Independent Human Right Commission, l’ Open Society Insititute (OSI).
Assange ha risposto in modo provocatorio, chiedendo alle associazioni di aiutarlo nell’opera di cancellazione. Contando che sul portale si trovano 76 mila documenti, e altri 15 mila sono in fase di pubblicazione, il lavoro da svolgere risulta praticamente infinito. Dura la risposta di Amnesty: non abbiamo tempo. (...)"
 
L'articolo che cito sopra e di cui segnalo il link (i grassetti sono miei) è sicuramente una prova in più di come non avessero torto i critici dell'operazione "trasparenza" impostata dal fondatore di Wikileaks; oltre a non dire molto di nuovo, la pubblicazione di documenti top secret può realmente comportare un rischio per chi viene in essi citato. E dunque forse c'era anche qualche ragione nelle proteste del Pentagono e della Amministrazione americana che temevano ripercussioni per gli uomini e le donne coinvolti nelle operazioni belliche.
 
Oltre ai gravi dubbi di natura etica sulle conseguenze di questa pretesa "ricerca di verità", è anche sull'effettiva positività "politica" di tale divulgazione che dobbiamo interrogarci: c'è da chiedersi chi e perché fornisca documenti al sito di Assange e se l'operazione non sia involontariamente strumento di dinamiche interne all'amministrazione americana. Ammesso e non concesso che in questo caso la fuga di notizia sia stata reale e non controllata, gli stessi "apparati" che si vorrebbero (in teoria) combattere impareranno presto ad "usare" Wikileaks per i propri scopi, infiltrandosi adeguatamente fra i fornitori di dati.
 
L'effetto "verità"  - inoltre - può essere reale e funzionare (forse) la prima volta, ma in seguito può essere ben sfruttato anche da nemici di Stati Uniti e Europa per scopi che propriamente positivi per le nostre democrazie non sono (si pensi a possibili "rivelazioni pilotate" su operazioni economiche e problemi di bilancio degli stati).
 
Infine, è in ogni caso lecito dubitare che sia trasparenza - e soprattutto che sia verità - l'immissione in circolo di una massa così ingente di documenti (alzi la mano chi li ha letti tutti...); si sta parlando infatti di materiali costruiti in determinati contesti interpretativi e rivolti a interlocutori precisi, e suscettibili per definizione - al di fuori dei rapporti confidenziali che si formano in ambito di sicurezza - di letture ambigue e anche potenzialmente contraddittorie. Si potrebbe anche dire che senza una lente politica anche l'intelligence più dettagliata è stupida, un'accozzaglia di fatti indecifrabile, se non addirittura un labirinto in cui perdersi (l'11 settembre insegna...)
 
Dunque, come spesso avviene quando si millanta "trasparenza" e si spaccia "rapporto diretto con la verità" (sperando che non venga scritta con la V maiuscola, perché allora lì sono guai ancora più grossi...), questo tipo di operazioni non aiutano la reale comprensione delle cose e tendono più semplicemente a creare/legittimare (autolegittimare) un nuovo circuito di "mediatori" che sfrutterà le fonti; ed è tutto da dimostrare che questo tipo di mediazione - che comunque c'è - sia positiva per la libertà del pubblico democratico e per gli interessi delle nazioni sovrane.
 
Il rapporto delle democrazie con la verità è necessariamente ambiguo e complesso: un atteggiamento di sano scetticismo verso le Grandi Rivelazioni è un utile compagno di strada del cittadino libero. Nel mondo, e naturalmente anche in Italia.
 
Francesco Maria Mariotti
Marcinelle, passato e futuro dell'Europa
post pubblicato in Focus Europe, il 7 agosto 2010


La memoria della tragedia di Marcinelle (8 agosto 1956), in cui persero la vita 262 persone di dodici diverse nazionalità fra cui 136 minatori italiani, è una delle componenti di quell'identità europea che andiamo cercando e che forse è in realtà già dentro le nostre storie, dentro il nostro vivere quotidiano, molto più di quanto leggi e confini non dicano.

Rispetto ad altre commemorazioni civili, questa data, forse anche perché cade nel periodo estivo, sembra di tono "minore"; è forse anche meno "politica", meno legata a dinamiche storiche "maggiori" (come per esempio appaiono essere le guerre). 

Epperò è importantissima, quest'anno ancor di più, viste le recenti proposte della Commissione Europea (vd. link seguenti), che in qualche modo segnano una svolta nella politica energetica del nostro continente.

Oggi noi cerchiamo energia "pulita", e lasciamo gli incidenti in miniera ad altre parti del mondo (leggi Cina, Siberia).

E' una ragione in più per non dimenticare chi in passato, nella nobiltà di un lavoro terribile, si sporcò  - fino a morire  - per il nostro benessere. 

Francesco Maria Mariotti


"(...) Il carbone è, per così dire, la «madre» dell’Europa moderna e questo non solo perché la prima guerra mondiale si combatté attorno alle miniere di carbone e di ferro dell’Alsazia e della Lorena ma anche perché, proprio per superare lo storico contrasto che opponeva duramente Francia e Germania, venne costituita nel 1951 la Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio), primo mattone di quella costruzione economico-politica che oggi si chiama Unione Europea. E i primi treni a traversare le frontiere comunitarie senza pagare dazi furono i lunghi, grigi convogli che spostavano carbone e ferro tra i sei Paesi dell’originaria intesa europea. (...) Nata con il libero commercio del carbone, l’Unione Europea darà un forte segnale di vitalità se saprà abbandonare gradualmente il carbone. Nella generale corsa degli europei a rifugiarsi nel localismo, una delle poche eccezioni è rappresentata dall’interesse unificante per la difesa dell’ambiente. Al «partito del carbone» che nei prossimi mesi cercherà di bloccare la mossa della Commissione si oppone il «partito dell’ambiente»: l’esito di questo scontro sarà assai rilevante per il nostro futuro.(...)"


Nuova legge elettorale? La proposta Ceccanti - Ichino
post pubblicato in Idee, il 4 agosto 2010


dal sito di Pietro Ichino


IL PROGETTO PER INTRODURRE IN ITALIA IL SISTEMA GIA’ SPERIMENTATO CON BUONI RISULTATI IN AUSTRALIAA, CHE COMBINA I VANTAGGI DELL’UNINOMINALE “SECCO” (ALL’INGLESE) E DELL’UNINOMINALE A DOPPIO TURNO (ALLA FRANCESE): L’ELETTORE INDICA SULLA SCHEDA ANCHE LA PROPRIA “SECONDA SCELTA”, DELLA QUALE SI TERRA’ CONTO NEL SOLO CASO IN CUI NESSUN CANDIDATO ABBIA RAGGIUNTO LA MAGGIORANZA ASSOLUTA DELLE “PRIME SCELTE”


PER UNA RIFORMA ELETTORALE CHE EVITI UN RITORNO AL SISTEMA PROPORZIONALISTICO, RESTITUISCA AGLI ELETTORI LA SCELTA DEGLI ELETTI E DEL GOVERNO, RIDUCA I COSTI PERSONALI DELLE CAMPAGNE ELETTORALI E LA DISTANZA TRA I CITTADINI E I PARLAMENTARI

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